La zona del progetto copre tutto il settore di SWA-KAHUMBA con un terreno di circa 11500 ettari a disposizione per la realizzazione, con 42 villaggi, nel territorio di KENGE con una popolazione di circa 900'000 persone: 70% dei quali sono di età sotto i 25 anni e metà sono bambini.

Raphael Ramazani, residente a Capolago da 20 anni, proveniente da R.D.  Congo, aiuta Don Silvano dell'Opera San Giuseppe per portare a termine le realizzazioni previste.

L'esigenza nasce dal fatto che ci sono bambini e giovani che hanno bisogno di educazione e formazione, ma le possibilità sono molto limitate.

Un grande problema, che impedisce le loro iniziative, è che l'accesso all'educazione è troppo limitato. E' una sfida vedere ogni giorno migliaia di banbini che vogliono studiare, ma non riescono perchè mancano le strutture, mancano gli insegnanti, mancano soldi, mancano le attrezzature: MANCA QUASI TUTTO.

Investire per loro, è un bene per il futuro del mondo: che non manchi mai il sorriso nel volto dei bambini.

E' una zona povera, però ricca di persone che hanno voglia di lavorare, di studiare e di collaborare.

Facciamo appello a quel tipo di solidarietà da una persona ad altra: è grazie a queste persone che si forgerà il progetto di cui abbiamo bisogno.

Si tratta di diritti umani fondamentali: dare a questi bambini giovani la possibilità di essere formati. Essi sono felici di studiare: possono dare tutto il loro tempo allo studio.

 

C'è bisogno di un Centro ospedaliero

Spesso la presenza di un malato in famiglia significa che si finisce per investire tutto nella spesa sanitaria: vengono a mancare improvvisamente le risorse per gli altri bisogni vitali, anche per il cibo stesso. I genitori sono costretti a lasciare ogni altra attività, i bambini non vanno più a scuola, la famiglia si ritrova al tracollo.

In questa zona la principale patologia è la malaria. Malattia perfettamente curabile, è un'emergenza sanitaria pubblica per più di 90 nazioni nel mondo a causa della non accessibilità ai farmaci. Il 75% della popolazione globale dispone solo dell'8% del totale dei farmaci prodotti in tutto il mondo.

 

Agricoltura e allevamento

 

Il Paese corrisponde in larga misura la bacino del Congo, uno dei maggiori corsi d'acqua della Terra.

il 68% della forza lavoro è impiegato nell'agricoltura, settore che fornisce il 45,7% del PIL. Vaste aree del bacino del Congo sono fertili, ma solo il 3,4% (2003) del territorio viene coltivato. I prodotti principali sono batata, manioca, canna da zucchero, mais, miglio, banane, arachidi, riso, caffè, semi e fibra di cotone, caucciù.

L'allevamento di bovini, caprini, ovini, suini e pollame è praticato nelle zone più elevate, meno infestate dalla mosca tse-tse. Il patrimonio forestale è poco sfruttato e modesta è la pesca, finalizzata ai consumi interni. Un'immagine della città di Matadi-Kibala.

 

C'è urgente bisogno di un trattore per arare e seminare per un valore di Fr. 30'000.

 

 

Vi è uno stretto legame tra povertà e accesso alle risorse idriche, in quanto il loro sfruttamento e la loro distribuzione richiedono un ingente investimento; e contemporaneamente la mancanza di acqua limita lo sviluppo economico.

 

Ed ecco i materiali

 Le Seminatrici

 

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Ed ecco qui le nostre prime seminatrici che ci aiuteranno a piantare i nostri semi.

 

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E questa è la nostra seminatrice per le patate.

 

Il Trattore

 

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Ed ecco qui il nostro trattore, il mezzo che ci permetterà di usare le nostre seminatrici e piantare così le nostre piante.

 

Le Erpici e la "Moto-Zappa"

  

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E queste le erpici, che servono a dissodare il terreno e a prepararlo per la semina.

 

 

  

  

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Questa è una "moto-vanga" che serve a dissodare i terreni seminati e togliere le erbe cattive che danneggerebbero le coltivazioni.

 

Mezzi e Macchinari vari

 

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In queste foto possiamo vedere diversi tipi di macchinari tra cui: un generatore, un mulino, un tagliaerba, una ruspa e un macchinario per la distribuzione dei pesticidi.

 

 

 

 

 Mezzi in funzione

 

 

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In queste prime foto possiamo vedere le erpici giunte da poco che sono state già messe all'opera  nei campi per cominciare a dissodare i terreni e prepararli per la semina.

 

 

 

  

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Questa è una delle nostre seminatrici all'opera nei campi.

 

I nostri obiettivi

L'obbiettivo è quello di riuscire a creare un sistema che sia in grado di sfamare la comunità.

Per farlo verrano seminate piante di Mais, Pomodori, Zucche e Patate Dolci.

 

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E oltre a questi tipi di piante verrano coltivate anche diversi tipi di radici quali Patata Dolce, Taro, Igname e Manioca.

patate dolcitaroignamemanioca

 

 

 

C’è bisogno di un Acquedotto per 1.000.000 abitanti.

Il prossimo progetto dell'Opera San Giuseppe sarà quello di realizzare un acquedotto, che avrà una lunghezza di circa 350km ,con un costo di 2.155.500 euro , che fornirà acqua potabile per quasi 1.000.000 di persone.

 

 

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L’Acquedotto«SanGiuseppe»inCongoBelga si estenderà per circa 350 Km

 

 

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Un Centro dialisi per Tutti

Un progetto ospedaliero a sostegno dei dializzati che soffrono d'insufficienza renale cronica, dovuta alle pessime condizioni igieniche, alla denutrizione e alla disidratazione, alle malattie cardio-vascolari, e ad una situazione socio-sanitaria aggravata dalle guerre civili che scoppiano in tutto il Paese.

 

Un Asilo per i Bambini

La nostra Associazione, anche qui nel Congo Democratico ha in progetto la costruzione di un asilo per i bambini. Utilizzeremo il terreno acquistato nn solo per la coltivazione ma acnhe per lacostruzione di strutture scolastiche e infermieristiche. 

 

Progetto Artemisia

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Questo progetto nasce dall'idea che ogni persona affetta da tumori possa riuscire a trovare una cura alternativa ai cicli di chemio o a operazioni invasive per toranre a vivere una vita normale.

Grazie a una serie di studi eseguiti in laboratorio è stato scoperto che c'è una pianta in grado di attaccare le cellule infette lascaindo illese quelle sane.

La pianta di cui stiamo parlando è l'Artemisia Annua, pianta arbustiva della famiglia delle Asteracee, nativa dell'Europa, dell'Asia e del Nord Africa e recentemente naturalizzata anche in Nord america. È una pianta perenne, con gemme svernanti al livello del suolo. A differenza delle altre piante della stessa famiglia l'Artemisia non produce lattice ma contiene oli eterei lattonisesquiterpenici che danno alla pianta un particolare aroma. Questa pianta già conosciuta dai cinesi e usata nei tempi antichi come rimedio contro la malaria, ancora oggi viene definita "magica" per la sua capacità di attaccare le cellule tumorali lasciando illese le cellule sane. Queste sue proprietà sono riconosciute da diversi studi medici fatti a riguardo.

Il "Progetto Artemisia" prevede di inviare qui nella zona del Congo Belga (nel nostro terreno di 11.500 ettari) alcuni semi di questa pianta per iniziarne la coltivazione insieme alle altre coltivazioni precedentemente indicate in modo poi da poterne coltivare abbastanza e aiutare le persone in difficoltà.

Il progetto inoltre prevedeerà una futurà vendita di prodotti quali:

- bottigliette

- pastiglie

I guadagni che verranno ricavati dalla vendita di questi prodotti serviranno a finanziare progetti futuri dell'Opera San Giuseppe

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